Il Giotto al completo con la nuova divisa
Grande spettacolo ieri sera la Palacasoria: in campo due ottime squadre, pronte a ribattere colpo su colpo in un atmosfera da grande volley. Due ore e mezza di puro spettacolo sportivo, rotte soltanto da un arbitraggio mediocre che dispensando a destra ed a manca decisioni più che discutibili, ha rischiato di far decadere un incontro spettacolare, ma, grazie alla professionalità degli atleti in campo e sulle panchine, tutto è filato liscio.
Gli start seven in campo sono: per il Giotto Ferrentino in diagonale con Fasulo, Pacecchi e Vitale di banda, Lumia e Nikolayev centrali ed Ardito libero; l´Alessano si schiera con: Orlando in palleggio con Mazza in diagonale, Carrozzo e De Giovanni di banda e Patitucci e Avelli centrali con Bisanti libero.
Inizio molto equilibrato con le squadre che riescono ad avere un cambio palla fluido e con gli attacchi che hanno la meglio sulle difese fino al 12/ 10 per il Giotto; poi l´Alessano inizia a forzare la battuta, il Giotto viene meno in attacco e si ferma a 18 con l´Alessano che vince in scioltezza il primo set.
Coach Calabrese non ci sta, avendo già intravisto nel primo set la buona lena di un Nikolayev che si conferma in grande forma ( 15 punti per lui a fine gara ) e di Ardito che riceve alla perfezioni ( 87% ricezione positiva e 82% perfetta a fine gara, percentuali effettivamente di grande rendimento) e striglia i suoi ad una maggiore precisione ed applicazione degli schemi.
Il secondo set vede subito il Giotto in avanti ( 8/6 al primo t.o.t. ) ma l´Alessano è là pronto ad approfittare di qualsiasi distrazione e si riporta sotto al secondo t.o.t. ( 16/15), ma due turni di battuta consecutivi , di Pacecchi e Lumia, provocano lo strappo decisivo ed i Casoriani si aggiudicano il secondo set.
Anche il terzo set denuncia grande equilibri e proprio quando l´ago della bilancia sembra pendere a favore del Giotto ( 17/14) un turno di battuta di Mazza capovolge la situazione: il Giotto scende di rendimento e i pugliesi ne approfittano per aggiudicarsi il set sul 25/21.
Quarto set al cardiopalmo: grandissimo equilibrio per tutto il set: sul 13/13 Calabrese è costretto a sostituire Pacecchi ( risentimento muscolare al polpaccio destro) con Bianchi, piuttosto che con Pagano pronto a sostituire Ardito nel ruolo di libero, visto che quest´ultimo gioca con un fastidiosissimo dolore alla spalla destra ( nonostante ciò il nostro Checco stringerà i denti e porterà a termine la sua splendida partita con percentuali altissime ). Si sprecano gli attacchi e le difese dall´una e dall´altra parte: Ferrentino e Orlando sono costretti agli straordinari per mettere i loro attaccanti in condizioni di mettere la palla a terra e Fasulo ( 27 punti per lui ) e Vitale ( 17 punti ) assecondano il loro regista in modo continuativo, oltre che Nikolayev che non ne sbaglia una. Nonostante ciò il set sembra volgere a favore dell´Alessano in modo definivo sul finale ( 22/23 - 23/24 ), ma il Giotto mette dentro tutta la grinta del suo allenatore ( che sembra voler entrare sul parquet ad ogni azione) e riesce a chiudere il set sul 26/24 dopo tre attacchi consecutivi prima di Fasulo ( difeso) poi di Nikolayev ( miracolo della difesa pugliese ) e poi di Vitale che scarica tutto la sua rabbia con un perfetto attacco in lungo linea.
Si va al tie-breack: partenza a razzo del Giotto ( 6/3 che costringe al T.O. discrezionale il coach pugliese. Al cambio il Giotto è ancora avanti 8/6 ed allunga anche sul 10/7 e 11/9. Poi inizia una sequela di mach point che viene chiusa da un muro di Carrozzo su Fasulo che sancisce la vittoria dell´Alessano per 18/16 nel set e 3/2 nell´incontro.
Molta amarezza alla fine tra le fila dei Casoriani per la sconfitta, ma anche la consapevolezza di essere sulla buona strada e di avere le capacità di misurarsi con chiunque nel girone e di non sfigurare. La conferma di Nikolayev a certi livelli, la maturità di Ardito, la continuità di Lumia, e l´apporto, ormai costante di Fasulo, Vitale, Pacecchi , Ferrentino e Pagano, ed la continua crescita di Frongillo, Bianchi, Cavaliere e Palella danno margine a Calabrese di lavorare e di proseguire su una strada intrapresa, che si sapeva, difficile e contorta, ma che alla fine, se percorsa bene, darà grandi soddisfazioni.
Fonte: Giotto Press