Proprio così: chi ieri sera si è recato al PalaOplonti a vedere la prima partita del Memorial dedicato a Giovanni Gurgone, è stato spettatore di un grande spettacolo; forse nemmeno per il discorso tecnico, in quanto le squadre sono ancora in fase di preparazione, ma per la grinta e l´applicazione messa in campo dai due sestetti e dai rispettivi allenatori, Romano e Calabrese, che, tra l´altro, fino al 2009/2010 hanno insieme condotto il Giotto prima in B1 e poi ad una spettacolare salvezza in B1.
La cronaca dei set è semplice quanto ricca di spunti: il primo set è stato vinto in modo quasi elementare dall´Alma Mater e con un punteggio che faceva prevedere una gara a senso unico e dalla durata breve, ( 25- 12 ) ma non è stato così. Il secondo set era ad appannaggio dei Casoriani, che ritornati in campo con più aggressività, mettevano sotto i più quotati avversari ( 25- 22 ). Nel terzo iniziava il vero spettacolo: partita punto a punto, con attacchi e difese spettacolari, con Fasulo da un lato e Dal Molin dall´altro, che deliziavano il pubblico con le loro performance. Il set se lo aggiudicava l´Alma Mater portandosi sul 2 - 1. Nel quarto set Calabrese cambiava Nikolayev con Frongillo, e Pacecchi con Bianchi, mentre Romano concedeva un po´ di riposo a Beccaro ( palleggiatore ) facendolo alternare con il sempreverde Picillo. Il set decollava subito, come se la partita stesse iniziando in quel momento ed era il Giotto che prevaleva, portando il risultato sul 2 - 2.
Tie-breack dunque, quasi inaspettato: da un lato della rete una squadra d B1 data da molti addetti ai lavori come una delle favorite alla promozione in A2, che è anche l´obiettivo dichiarato dalla società stessa; dall´altra una squadra di B2, con evidenti problemi di identità, con 8/12 nuovi rispetto allo scorso anno e con un allenatore esordiente da Primo.
Ed è proprio Davide ( per portarci alla parabola di Davide contro Golia, Davide sarebbe il Giotto ), a menare ancora le danze per tutto il set, dando anche l´impressione di poter chiudere a suo favore la contesa, ma sul 13/12 a proprio favore e con palla di contrattacco, Fasulo decide di fare il suo secondo errore della serata ( partita stratosferica la sua ) facendo pareggiare gli avversari. Il resto è solo cronaca di due errori ( Ardito e ancora Fasulo ) che chiudono la partita.
Alla fine, dirigenti soddisfatti ( erano presenti Pagano, Pellegrino e Calabrese ) ma atleti un po´ delusi, quasi a scusarsi per non aver vinto: è questo l´atteggiamento che ci piace, gli obiettivi si raggiungono cercando di scoprire i propri limiti, ma per superarli; i nostri ragazzi sono sulla buona strada.
Non ci piace menzionare i singoli, ma visto che siamo alla prima ( quasi) ufficiale, qualche nota la facciamo:
Ottimo l´esordio di Bianchi e Frongillo, per nulla intimoriti dalla categoria dell´avversario, hanno dato un contributo determinante nel terzo e quarto set..
Buono l´apporto di Lumia e Nikolayev, che iniziano a trovare l´intesa con Ferrentino: Lumia meglio a muro.
Ardito e Vitale iniziano un po´ in sordina, venendo fuori alla distanza: Vitale è devastante in attacco nel quarto e quinto set, sfoggiando colpi d´alta scuola e Ardito diventa quasi insuperabile in difesa.
Fasulo, già in forma campionato, fa rimpiangere l´Alma Mater di non averlo confermato.
Pacecchi e Ferrentino semplicemente loro stessi, nonostante gli anni che passano.
Bilancio altamente positivo per Mister Calabrese, che ha ancora due settimane di tempo per affinare la preparazione.
Intanto sabato ci sarà la finale terzo e quarto posto del Memorial Gurgone con la perdente della partita di stasera, Oplonti o Cus Napoli.
Un ringraziamento particolare alla Associazione Vesuvio Oplonti per aver organizzato un evento che capita proprio nel momento giusto per testare anche i carichi di lavoro in vista del campionato, e che, ancora una volta, ha come obiettivo non solo il ricordo di un grande amico, ma anche quello di riunire le società Campane affinché si possa dare una svolta positiva a questo sport che tanto è bistrattato a tutti i livelli.
Viva il volley!!!!
Fonte: Giotto Press